venerdì 13 aprile 2018

Gli errori da NON fare nella scelta della casa ideale | Vol.1 INGRESSO

E' da un po' che ci penso.

Molti dei miei interventi sono richiesti non solo per desiderio di rinnovamento o necessità di ristrutturazione ma anche per porre rimedio a situazioni 'trovate', difficili da gestire.

Mi spiego meglio.

Al momento di acquistare o scegliere la casa in cui vivere si pone l'attenzione su molti aspetti che dipendono chiaramente dai desideri e dalle necessità di ognuno; ci sono però degli 'elementi base' -così mi piace chiamarli - a cui spesso non si da' troppo peso ma che una volta entrati diventano fonte di disagio.

Ecco perchè ho deciso di scrivere questi post: vorrei mettere in evidenza questi elementi per sensibilizzarti al momento della scelta di casa tua.
Magari durante le diverse visite che farai porrai un attenzione in più agli 'elementi base' in modo da non trovarti successivamente a dover sostenere nuove spese per sopperire a delle mancanze basilari.

Dopo questa lunga premessa arrivo a parlarti del primo elemento: 

l'INGRESSO

Ci accoglie.

E' qui che avvengono le presentazioni ufficiali.
E' qui che ti senti improvvisamente a casa.
E' un segno, un gesto, il varcare la soglia per restare.
E' un filtro, definisce il dentro e il fuori.

E allora? Perchè rinunciarci?

Purtroppo nelle case di oggi quest'ambiente non viene minimamente considerato.
Facci caso.
La maggior parte degli appartamenti di nuova costruzione di accolgono direttamente in soggiorno, a volte capita addirittura di avere la porta d'ingresso accanto alla parete attrezzata della cucina.

E' entrare senza rispetto nel cuore della casa, nella sua intimità.

L'ingresso è uno spazio molto importante, un filtro e proprio per questa definizione è un luogo carico di funzioni.

Lo consideri inutile? Allora ti faccio qualche domanda:
- dove ti togli le scarpe una volta entrata?
- dove appoggi le chiavi, la posta, la borsa'
- e il cappotto? Lo abbandoni sempre sulla solita poltrona vicino alla porta d'ingresso?

Ecco, queste e molte altre sono funzioni che anche un piccolo corridoio o disimpegno in prossimità della porta d'ingresso possono svolgere.

Non considerare dunque come spazio sprecato quello che può anticipare l'accesso alla zona giorno di una casa, consideralo sempre un valore aggiunto. L'ideale sarebbe poterlo attrezzare con degli appendini, una piccola seduta ed una mensolina o altro elemento d'appoggio.
Ecco qualche esempio che dimostra quanto carattere può avere anche un ambiente così di passaggio.










Quindi occhi aperti, non lasciarti ammaliare da finiture e grande finestre, quando visiti una potenziale casa da acquistare osserva subito in che tipo di spazio stai entrando!

L'ingresso di casa mia è storto, stretto e lungo - insomma un incubo! - ma sono riuscita a trasformarlo in un piccolo studiolo oltre alle funzioni principali, sono bastati un mensolone sagomato su misura, uno sgabello, un carrellino per la stampante e lunghi ripiani trasformati in libreria!

Se ti sei proprio innamorata di quella casa dove l'ingresso è assolutamente inesistente non disperare, gli arredi, se usati sapientemente, possono fare miracoli! Un esempio lo puoi trovare nel progetto che descrivo in questo POST .

Alla prossima!
M.

venerdì 30 marzo 2018

#Green style: POTHOS

Come tutti gli appassionati d' interior - per lavoro o per pura passione - avrai notato che anche per le piante da interno si è soggetti a delle mode.

Fatta questa premessa sappi che in questo post procederò controtendenza parlandoti di una dei sempreverdi più comuni da sempre: il POTHOS.



In ogni collaborazione - sia on line che non - a fine lavori sottolineo l'importanza del verde in casa.

L'ho scritto molte volte, per me dona vitalità agli ambienti, li rende meno asettici; insomma, è fondamentale perchè regala un'anima agli spazi in cui viviamo.



Molto spesso però mi rispondete di avere il pollice tutt'altro che verde e che piuttosto di vedere 'piccoli morti' in casa preferite rinunciarci!

Ecco, questo post è dedicato a tutti voi, o meglio, a tutti noi! -  Anch'io non vanto grandi doti nel giardinaggio! -
Come dice spesso una mia collega 'questa pianta cresce quasi per dispetto!', impossibile non farla sopravvivere!



Certo, io stessa non ne portavo gran bel ricordo... 

Alzi la mano chi negli anni 80 non ha convissuto con un Pothos 'arrampicato' su un orribile palo rivestito di non so nemmeno io cosa?!?








L'hai riconosciuto???
Ecco questa versione vintage davvero non mi appassiona, ti regalo invece una bella carrellata d'immagini dove questa pianta dal verde così intenso da' davvero il meglio di se'!








Ti svelo il mio segreto: solo quando mi ricordo di lei provo ad accarezzarle una foglia, se tende ad essere priva di corpo ovvero piuttosto 'floscia' - passami il termine - allora innaffio, diversamente me ne dimentico ancora per settimane! 
Convivo con loro da parecchi anni e sono sempre belle come il primo giorno!


Prima o poi imparerò anche a farne crescere di nuove facendole radicare in acqua - per i più tecnici si dice moltiplicazione per talea di fusto radicata in acqua - ma forse potrebbe essere troppo anche per  me!

Ti ho convinto?!? Allora forza, attendo le foto dei tuoi Pothos!!

A presto,
Marianna

giovedì 22 marzo 2018

STORIA DI UN PROGETTO

Giorni fa ho iniziato a lavorare a una nuova consulenza on-line.



Procedo sempre allo stesso modo: un approccio sistematico ma a mio avviso efficace, che mi permette di sciogliere tutti i nodi e le problematiche di un ambiente.

E' nato così questo post: ho pensato di illustrarvi il modo in cui nasce un progetto - o meglio, in cui nascono i miei progetti, del resto mica siamo tutti uguali! Magari qualcuno riconoscerà le sue stesse esigenze o proverà ad applicare questo approccio a casa sua.
Insomma, spero in qualche modo di esservi utile!


AMBIENTI INTERESSATI: soggiorno e cucina

RICHIESTE:

  • aumentare i piani di lavoro in cucina,
  • ridimensionare il tavolo perchè ingombrante per le dimensioni dell'ambiente,
  • aumentare i contenitori per le stoviglie,
  • creare un maggior dialogo tra soggiorno e cucina,
  • ricavare un ripostiglio o un luogo in genere dove poter riporre l'aspirapolvere,
  • completare il soggiorno considerando la sostituzione del divano.
Stato dei luoghi

| PRIMO PASSO | analisi dei percorsi

E' uno studio fondamentale, permette di conoscere l'ambiente e il modo in cui viene vissuto: sono i gesti e le abitudini che creano i percorsi. 
Una volta compresi, però, possono essere modificati o divenire ottimo  spunto per riorganizzare lo spazio.

Percorsi

| SECONDO PASSO | individuazione delle criticità
  • la zona ingresso non è ben definita,
  • la cucina è poco funzionale,
  • la zona pranzo non ha una sua identità e soprattutto un suo spazio vitale,
  • il disimpegno notte con l'accesso al seminterrato affaccia direttamente sul soggiorno,
  • la zona living è molto chiusa su se stessa lasciando grandi vuoti intorno.

| TERZO PASSO | il progetto

1| ingresso
Con l'inserimento di due colonne guardaroba/contenitore si è ottenuta una definizione sia fisica che funzionale di questa zona.
Non servono grandi barriere, anche un elemento più basso o un pannello forato con un effetto vedo non vedo, ci avrebbero dato lo stesso risultato.

Il primo volume diverrà un utile guardaroba per i cappotti il secondo invece potrà ospitare scarpe o divenire piccolo ricovero per l'aspirapolvere e altri elementi di servizio.

2| cucina
eliminando l'attuale paretina divisoria lo spazio si è aperto divenendo un open space a tutti gli effetti; per 'raccoglierla' e rendere più funzionale la zona lavoro ho inserito una penisola.
In questo modo ho aumentato i volumi contenitori e le superfici d'appoggio oltre che ottenuto lo spazio per due sgabelloni. E' divenuto quindi perfetto bancone per colazioni o pranzi veloci.

3| zona pranzo
la necessità di schermare il passaggio verso la zona notte mi ha offerto uno spunto perfetto per creare un nuovo ambiente dedicato al pranzo.
la proposta prevede la realizzazione di una paretina alta 2,10 m (quindi più bassa rispetto al soffitto) che copre il passaggio ma non 'uccide' lo spazio perchè non arrivando a soffitto permette la percezione dell'ambiente che continua.
Diviene quinta perfetta a cui accostare il nuovo tavolo da pranzo; potrà inoltre essere valorizzata con un colore o con l'uso di carta da parati dando così carattere all'intero ambiente visto e considerato che si trova praticamente a centro stanza.

Dietro al divano ho proposto l'inserimento di una piccola panca, in questo modo rendo funzionale quello che diversamente verrebbe vissuto esclusivamente come un retro in quanto sarà utile in funzione all'ingresso per sedersi ed indossare le scarpe.
Nel momento in cui avranno ospiti a pranzo o cena potrà essere utilizzata addossata alla paretina schermo come seduta aggiuntiva.

4| zona living
Ho optato per l'inserimento di tre diversi tipi di seduta rispetto all'attuale situazione con divano angolare. Questa scelta dilata lo spazio inglobando anche zone attualmente usate solo come passaggio, dona inoltre maggiore personalità vista la possibilità di giocare con diversi stili e colori.

E con questo vi ho descritto tutta l'origine delle idee di progetto. Superato questo step si passa allo stile ma quello è un capitolo molto personale che deve variare in base alla persona che dovrà vivere l'ambiente!

Allora?!? Sono spunti utili? Attendo i vostri racconti!

A presto,
M.



mercoledì 3 maggio 2017

Il Mastro sellaio


Quando ho letto questo brano nel libro 'Parole nel vuoto' di Adolf Loos ho sorriso piacevolmente, poi però mi sono fermata a riflettere...
Oggi lo condivido in queste pagine perchè possa essere utile spunto!
Buona lettura!



C'era una volta un mastro sellaio. 
Era un buon artigiano, molto abile.



Fabbricava selle che per la loro forma non avevano nulla in comune con le selle dei secoli precedenti. Neppure con le selle turche o giapponesi. Erano cioè selle moderne. 
Lui però non lo sapeva. Sapeva soltanto che faceva selle. Meglio che poteva.



Un bel giorno si propagò in città un movimento singolare. Fu chiamato Secession. 
Esso prescriveva che si producessero soltanto oggetti d'uso moderno. 
Quando il mastro sellaio ne venne a conoscenza, prese la sua sella migliore e si recò dal capo della Secession. E gli disse: 

< Signor professore, > - poichè tale era costui, in quanto i capi di questo movimento venivano automaticamente promossi professori - < ho saputo delle regole che avete stabilito. Sono anch'io un uomo moderno. Anch'io vorrei lavorare in modo moderno. Mi dica: questa sella è moderna? >.



Il professore esaminò la sella e tenne all'artigiano un lungo discorso nel quale ricorrevano di continuo solo le parole 'arte dell'artigianato', 'individualità', 'moderno', 'Hermann Bahr', 'Ruskin', 'arte applicata', ecc. ecc. 
Il risultato però era: no, questa non è una sella moderna.



L'artigiano se ne andò tutto mortificato. E ci pensò su; si metteva a lavoro e poi ricominciava a pensare. Ma per quanto si sforzasse di attenersi alle nobili regole del professore, il risultato era sempre la sua vecchia sella.



Rattristato tornò dal professore. Gli confidò la sua pena. Il professore esaminò i tentativi dell'artigiano e disse: < Caro artigiano, lei non ha fantasia >.

Sì, questo era il punto. Evidentemente non ne aveva. Fantasia!
Ma egli non aveva mai pensato che occorresse aver fantasia per produrre delle selle.
Se ne avesse avuta sarebbe certamente diventato pittore o scultore.
O poeta o compositore.



Ma il professore disse: < Torni domani. Siamo qui apposta per incoraggiare l'artigianato e fecondarlo con idee nuove. Voglio vedere che cosa si può fare per lei >.
E durante la sua lezione disse ai suoi allievi di svolgere il tema seguente: progetto di una sella.
Il giorno successivo il mastro sellaio ritornò. Il professore potè presentargli 49 progetti di selle. 



[...]

Il mastro sellaio osservò a lungo i disegni e ai suoi occhi tutto divenne sempre più chiaro.
Infine esclamò: 

< "Signor professore! 
Se io m'intendessi così poco di equitazione, di cavalli, di cuoio e di lavorazione,
avrei anche io la sua fantasia>.

E vive da allora felice e contento.
E fa selle.
Moderne?
Non lo sa.

Selle.

Adolf Loos
racconto tratto dalla rivista "Das Andere"- 1903

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